Ipnosi Regressiva alle Vite Passate a Milano : Come Funziona una Seduta
Prima di tutto: rilassati, non devi saper fare niente.
Almeno da me, zero ansia da prestazione.
Non devi essere esperta di meditazione.
Non devi saper visualizzare.
Non devi credere nella reincarnazione.
Ti siedi, ti rilassi, e lasci che io ti mostri la strada.
01.COLLOQUIO
Prima dell'esperienza vera e propria, parliamo.
Mi racconti cosa ti ha portato da me, quali domande hai in mente e se ci sono temi che vuoi esplorare. Mi racconti brevemente della tua vita attuale, delle persone che sono o sono state importanti per te.
Anch'io ti faccio qualche domanda: la regressione non è una procedura uguale per tutti, è più come un abito su misura, che ti viene rifinito addosso.
02.RILASSAMENTO
Ti accompagno progressivamente in uno stato di rilassamento profondo.
La mente resta vigile. Sei rilassata, ma perfettamente cosciente del mondo intorno a te: senti e riconosci i rumori dalla strada.
Non stai dormendo, non stai sognando — te ne accorgi subito, è una sensazione completamente diversa.
Non perdi conoscenza e non sei inerme a ciò che ti dico: se dico cose inesatte o che non condividi, mi correggi.
Se ti chiedo di fare qualcosa che non vuoi fare, mi dici no.
Non è la macchina della verità: se vuoi omettere informazioni o mentirmi, lo fai facilmente anche sotto ipnosi.
Non puoi rimanere bloccata: non è un posto con delle sbarre. Hai solo gli occhi chiusi, e li puoi riaprire quando vuoi.
Nella peggiore delle ipotesi, se ti rilassi troppo, ti addormenti.
03.ESPLORAZIONE
Qui inizia l'esperienza vera e propria.
Potresti vedere immagini molto nitide, un film in cui sei protagonista. Oppure percepire sensazioni, emozioni, parole, consapevolezze — tipo "sono in una radura nel bosco, so che sto aspettando qualcuno" o "sto cercando qualcosa".
Io non ti posso condizionare: sei tu che mi racconti quello che percepisci. Se mi scappa un commento tipo "ah, sei vicino a un fiume" e non è così, mi correggi subito.
Non senti dolore, né fisico né emotivo. Ti sgancio sempre dal dolore fisico: non lo ritengo necessario al benessere che ti deriva dall'esperienza.
04.RITORNO
Quando l'esperienza termina, torni allo stato ordinario.
Non parliamo subito di quello che hai vissuto: aspettiamo il primo sonno REM successivo alla sessione, perché il tuo inconscio deve integrare e rielaborare le informazioni. Parlarne prima sarebbe condizionante.
Al massimo mi specifichi dettagli che hai visto ma non hai avuto il tempo di dirmi — a volte le informazioni arrivano tante e in contemporanea, e parlando selezioni cosa raccontarmi.
E se non succede nulla?
Può capitare che, alla prima esperienza, la tua parte razionale non si fidi a "mollare" il controllo in favore dell'inconscio. Si riprova: spesso la seconda volta l'esperienza arriva senza problemi, perché la mente "sa" già un po' dove andare.
Può anche darsi che non sia il momento giusto per te di accedere a certe informazioni: tutta l'esperienza è veicolata dal tuo inconscio, il cui compito primario è proteggerti, prima di tutto.
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