La distanza dal tuo miglior sé
Uno studio del 2013 dimostra che, a ogni età, crediamo di essere cambiati molto nel passato ma quasi mai immaginiamo di cambiare ancora in futuro. L'articolo esplora la distanza dal tuo miglior sé: perché ci fermiamo a metà, come il fallimento vissuto al 100% diventi allenamento al successo, e come credenza, visualizzazione e ipnosi possano accorciare quello spazio. Crescita personale, consapevolezza e trasformazione, partendo dalla scienza.
7/27/20262 min read
La distanza dal tuo miglior sé
Nel 2013 gli psicologi Jordi Quoidbach, Daniel Gilbert e Timothy Wilson hanno chiesto a oltre 19.000 persone, tra i 18 e i 68 anni, quanto pensassero di essere cambiate negli ultimi dieci anni e quanto pensassero che sarebbero cambiate nei prossimi dieci.
Il risultato: tutti riconoscevano grandi cambiamenti nel passato, quasi nessuno li immaginava nel futuro. Come se ognuno credesse, in ogni momento della vita, di essere già arrivato alla propria versione definitiva. I ricercatori l'hanno chiamata "end of history illusion".
Leggendo questo studio, la prima domanda che viene da farsi non è scientifica, è molto più personale: quanto distante sei, oggi, da chi potresti essere?
Non per sentirsi in colpa — la colpa, lo sai, è la vibrazione più bassa possibile, non serve a niente e ostacola la crescita.
Per misurare uno spazio: quello tra la vita che vivi e quella che, in fondo, sai di poter vivere. Ha un nome semplice, quello spazio: potenziale inespresso. E quasi tutti, da qualche parte, ce l'abbiamo.
Crediamo, Creiamo
Niente è mai esistito prima di essere stato creduto.
Ogni cambiamento, ogni versione migliore di noi stessi, è passata prima da lì: qualcuno ci ha creduto fino in fondo, senza tenere nulla in riserva. Credere perdutamente non significa illudersi.
Significa metterci il 100%.
Il problema è che spesso ci fermiamo a metà. Crediamo, ma con un piede già pronto a tirarsi indietro — così, se le cose vanno male, potremo sempre dirci che non ci abbiamo davvero provato.
È protezione.
Ed è anche il modo più efficace per restare bloccati esattamente dove siamo.
Come si attraversa questa distanza
Quello che questa protezione non considera: il rimpianto non nasce dal fallimento vissuto con tutte le proprie forze.
Nasce da ciò che non si è tentato.
Chi si butta al 100%, qualunque sia l'esito, avrà solo una risposta chiara — e un fallimento arrivato col proprio 100% non è il peggiore dei mali, è allenamento al successo.
Lo spreco vero è un altro: lo scarto tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere, quella distanza che si allarga ogni volta che scegliamo la mezza misura, la riserva di sicurezza, la strada conosciuta solo perché è conosciuta.
E allora, come si attraversa quello spazio tra chi sei e chi sarai — quello spazio di trasformazione di cui parlano Quoidbach, Gilbert e Wilson?
Tornando a credere perdutamente, ma stavolta in pratica: vedendo quell'obiettivo già raggiunto, sentendolo già in mano, agganciando le emozioni che proveresti se fosse già tuo.
Non serve diventare un'altra persona. Serve solo agire un po' più vicino a chi sai di poter essere.
Quella versione di te non è lontana quanto sembra — è solo nascosta, in attesa di essere creduta.
Quanto a me, personalmente, tra due strade ho sempre preferito quella più rapida.
E volendo, una scorciatoia c'è: l'ipnosi, capace di far riemergere risorse e sicurezze che nella vita di tutti i giorni restano sepolte.
Lo studio del 2013 lo conferma comunque: cambierai.
La sola domanda è se sceglierai tu la direzione, o se la lascerai semplicemente accadere.
Contatti
Per domande o prenotazioni, mi trovi qui:
Telefono & wapp
divingvitepassatemilano@yahoo.com
+39 324 983 6656
© 2025. All rights reserved.