Cosa mi ha insegnato Grande Cielo Nuvola Rossa

Regressione alle vite passate, morte e lutto: la storia di Grande Cielo Nuvola Rossa e la visione spirituale dei Lakota sulla continuità della vita e dell’anima.

5/19/20262 min read

Ci sono regressioni che finiscono quando la persona apre gli occhi.

E poi ci sono quelle che ti restano dentro. Anche se non sono le tue.

Per questo adoro fare quello che faccio.

Quella di Nuvola Rossa è una di quelle. NO: Grande Cielo Nuvola Rossa.

Un grande capo Lakota realmente esistito, vissuto nell’Ottocento, che guidò il suo popolo in uno dei momenti più drammatici della storia dei nativi americani, e che ora è una donna di grande carisma che ho avuto il privilegio di accompagnare in una regressione alle vite passate.

Nuvola rossa è stato un uomo che combatté.
Che trattò con gli americani.
Che cercò di salvare il suo popolo quando capì che continuare la guerra avrebbe significato distruggerlo completamente.

E forse è proprio questo che mi ha colpito così tanto di quella regressione: la sensazione di trovarmi davanti a qualcuno che aveva compreso qualcosa di enorme sulla vita… e sulla morte.

Noi occidentali abbiamo un problema enorme con la morte

La nascondiamo.

La sterilizziamo.

La chiudiamo negli ospedali, nei corridoi silenziosi, nei discorsi che nessuno vuole fare.

La viviamo come:

  • interruzione

  • tragedia assoluta

  • cancellazione.

E non sto dicendo che il dolore non esista.

Il dolore esiste eccome.

Chi ha perso qualcuno lo sa benissimo.

Ma durante quella regressione c’era qualcosa di completamente diverso.

La morte di Nuvola Rossa non era una fine

C’erano fuochi.

Persone riunite.

Musica.

Presenza.

Onore.

E soprattutto una sensazione chiarissima: nessuno pensava che quell’anima stesse “sparendo”.

Era un passaggio.

Importante.
Sacro.
Perfino solenne.

Non una cancellazione.

Ed è difficile spiegare quanto sia diverso vivere la morte in questo modo.

Perché quando senti davvero che la vita continua, cambia tutto.

Cambia il modo in cui vivi il lutto, il tempo, la paura...perfino l’amore.

La lezione più grande di Nuvola Rossa

Storicamente, Nuvola Rossa fu un capo straordinario.

Combatté contro l’esercito americano, ma a un certo punto capì una cosa terribile: continuare la guerra avrebbe sterminato il suo popolo.

E lì fece qualcosa che richiede un livello di coscienza enorme.

Scelse di mettere la sopravvivenza del suo popolo davanti all’orgoglio.

Accettò il cambiamento di un mondo pur di salvare più vite possibile.

Non era debolezza: era amore per la sua gente.

E forse anche questo nasceva da un rapporto diverso con la vita e con la morte.

Un rapporto meno basato sulla paura della fine.

La regressione ci insegna a guardare la morte in modo diverso.

Non perché abbiamo tutte le risposte dell’universo. Diffido sempre di chi parla come se avesse il numero diretto dell’aldilà.

Ma perché si esce dalle regressioni molto più serenamente rispetto all’idea della morte.

Più leggeri.

Meno schiacciati dal vuoto.

E sinceramente, questa cosa ha un valore enorme.

Perché se una persona riesce a vivere il lutto con un po’ meno disperazione…

se riesce a sentire che il legame con chi ama non è davvero sparito…

allora qualcosa di importante è successo davvero.

Forse è questo il punto

Non convincere qualcuno.

Non “dimostrare”.

Ma aiutare le persone a guardare la vita — e la morte — da una prospettiva più ampia.

E forse anche più umana.

Se senti che il tema della morte, del lutto o del senso della vita ti accompagna da tempo, forse vale la pena osservare queste domande da una prospettiva diversa.

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